Interni
I primi clienti di riguardo furono Francesco II, imperatore di Austria, e suo fratello Leopoldo, Granduca di Toscana, attirati sul lago anche dalla fama di certo erborista. Il 17 giugno di quel 1785 vennero, con poco seguito, in visita in località Pescallum per conoscere quanto le fama farmacologica aveva già diffuso fin nella reggia viennese. Durante la vista mentre sotto le tenere foglioline della vite, ascoltavano attenti le dotte spiegazioni del saggio farmacista, Nicola Maranesi, scoppiò un furioso temporale che si protrasse così a lungo da costringere i sovrani ad accettare la frettolosa e frugale ospitalità che fu loro offerta. La co-struzione ben poco si discostava da quella attuale. Era identico l'ingresso con il lucido pavimento a grandi lastre di pietra nera e le volte del soffitto che si rincorrevano fino alla splendente apertura sul blu dell'acqua. Erano uguali i locali sulla destra accesi dalla fitta schiera di finestre, era uguale il salone, allora laboratorio, e soprattutto era uguale l'ampio severo scalone sorvegliato sul secondo pianerottolo da un affresco del cinquecento. La casa divenne, passati di moda i trafficanti di erbe, un convento di monache. I fruscii sussuranti cercarono di cancellare le leggende e i misteri che gli inquietanti chimici avevano contribuito a creare.
Il mormorio del rosario serale tentò di coprire gli echi di scandali che le onde del lago avevano trasportato lontano. Dall'alto il convento dei Capuccini, a pochi passi di distanza sorvegliava attento. E così passò l' ottocento. Pescallum divenne Pescallo, villaggio di pescatori e agognato riparo per i primi comballi adibiti ai trasporti tra i paesi rivieraschi. Il profano si sovrappose di nuovo al sacro e le bestiemme di barcaioli sfiniti di stanchezza e vino riempirono l'incontaminata bellezza della baia. Le suorine lasciarono la casa più pulita e lustra che mai e lasciarono il penetrante profumo della cera e delle preghiere. Il severo affresco del pianerottolo fu forse ritoccato dallo zelo e dai sogni di una romantica fanciulla sacrificata alle convenienze. Dopo una parentesi privata, alla metà del secolo scorso, nacque "La Pergola": Albergo e Ristorante.












